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QUATTRO PASSI NELLA STORIA [2]: La condizione delle donne ad Atene  

Viaggio "virtuale" nelle epoche passate
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- Racconti - Redazione - 21/11/2007 - 18:37


Il nostro sguardo si è posato in Grecia, ad Atene, nel periodo di massima gloria cittadina. Tra i tanti che elogiano la democrazia, qualcuno si lamenta. Le critiche provengono dalle donne, che purtroppo non godono di nessun diritto.


donne antica greciaLa condizione delle donne ad Atene. C’è chi si lamenta.

LUOGO: Atene
TEMPO: V Secolo a.C.
SITUAZIONE: Giovani donne si lamentano della loro condizione di vita.


Cara Atena,
sono proprio sfortunata! La mia vita è la più brutta e la più noiosa di tutte.
Mio padre l’ho visto forse una volta perché devo restare chiusa qua dentro in casa, non posso fare niente, fanno tutto gli schiavi! È uno stress!
Esco di casa solo in occasione delle grandi cerimonie o per il matrimonio delle mie amiche, questo mese sono fortunata perché c’è il matrimonio di mia cugina che si sposerà con un uomo molto anziano. Anch’io tra un anno mi sposerò con un uomo che neanche conosco, tremo già al pensiero, non mi piace affatto! Spero che la vita ti vada meglio…

Baci, spero di vederti presto
La tua amica di penna,
Nicole




Cara amica mia,
non ce la faccio più! Non è una fortuna, come dici tu, appartenere ad una buona famiglia. La mia vita è noiosa e monotona !
Mio padre lo vedo raramente e quando c’è è come se non ci fosse: è un uomo di ghiaccio che non mi rivolge la parola,come se non fossi sua figlia!
Mi sento rinchiusa come in una prigione: non vedrò mai la luce del sole, non potrò mai correre felice sul prato che c’è appena fuori di qui!
Sono considerata un oggetto, che si può manipolare e che non ha valore.
Passo il tempo filando, tessendo e governando le schiave; le invidio perché loro almeno possono uscire! Esco da qua sorvegliata da mio padre, solo per le importanti cerimonie religiose o per i matrimoni delle mie amiche.

QUESTA VITA E’ UN’INGIUSTIZIA!

Laura




Cara Afrodite,
come va? Spero bene, e certamente meglio di me! Infatti vorrei parlarti delle mie dure condizioni di vita. Qui ad Atene, la vita è bella per gli uomini, ma che noia per noi donne, Se abiti come me in una famiglia abbiente,la vita, te lo assicuro, è noiosa 24h su 24.
Da piccola, mi ricordo, stavo sola in casa con mia madre a giocare con bambole di legno e giocattoli vari Ora imparo a filare e a tessere, certamente non a studiare, nè leggere, nè scrivere. Per fortuna con l’aiuto di una mia schiava, molto gentile, sono riuscita a scrivere questa lettera. Da giovane dovrò sposarmi con un uomo, che mio padre sceglierà per me e sicuramente, anche se non bisogna farlo, mi ribellerò perché sarà certamente brutto e ricco!!!
Non si può neanche uscire di casa, ma per fortuna tra un mese ci saranno tre giorni di festa al villaggio, che bello!
Ogni giorno mando le schiave a prendere l’acqua : beate loro, chiacchierano e prendono il sole!
Di solito, mamma mi racconta che non vede mai, o quasi, papà. Le poche volte che viene si salutano e basta.
Lo stesso vale per me. A volte mi manca, ma mi dico, tanto non mi vuol bene! E lascio perdere.

Ciao, dalla tua amica Elsa



Elogio alla democrazia nell’Atene della classicità

LUOGO: Atene
TEMPO: V Secolo a.C.
SITUAZIONE: Giovanni cittadini elogiano la Democrazia



tempio antica grecia




Caro amico, vorrei condividere con te la bellezza della democrazia in questa magnifica piazza libera a tutti i cittadini di Atene.
La democrazia è una cosa meravigliosa perché ci lascia la libertà di parola , di vestirci come si vuole e di poter fare ogni cosa. Caro amico, la città di Atene con la democrazia è più bella!
Forse un giorno io e te potremo governare Atene !
Inoltre potremo parlare liberamente felici. In realtà, caro amico, non è tutto così bello nella nostra polis, le donne, ad esempio, qui soffrono tutti i giorni. Tua moglie vive come una schiava, non ha libertà di parola, ti vede raramente e non può mai uscire di casa, se non in occasione di grandi cerimonie religiose.
Quando io avrò una moglie vorrei comportarmi diversamente e aiutarla nelle faccende femminili.

Il tuo amico,
Alberto




Mi piace questo tipo di nuovo governo “democratico“ in cui tutti possono partecipare alla politica della città , altro che quello di prima in cui decideva solo il re , che alcune volte , di sua iniziativa, alzava le tasse perché non aveva abbastanza milioni di monete d’oro.
Adesso nessuno può dare ordini e anch’io potrò dire la mia all’Assemblea. Alcune volte all’Ecclesìa si perde tempo perché qualcuno che non sa fare politica e parla di suoi problemi personali, invece di fare gli interessi della Polis.
Per prevenire di parlare a sproposito, ho sentito dire che oggi l’ordine è quello di inserire un conta tempo chiamato: orologio ad acqua. Oggi si dovrà decidere circa un altro ordine molto più importante: l’estensione del porto del Pireo. Sarà una scelta difficile e quindi ci penserò se votare pro o contro.
Dopodomani ci saranno le elezioni e un mio amico si è candidato; So già che se sarà eletto lui sarà un tiranno, quindi è meglio che lo smascheri subito e spero che si raggiungano i 6000 voti necessari per il suo esilio con l’ostacron. Mi dispiace dover infierire su di lui perché è stato un vero amico in gioventù. Ma l’interesse della mia città deve essere garantito.
La democrazia ad Atene non è perfetta, perché molti miei amici non possono partecipare alla politica, per esempio Erik, di professione mercante, non può dire la sua. Spero che quando sarò un esperto oratore potrò proporre una legge per far partecipare veramente tutti i cittadini all’amministrazione della mia città.

Tommaso




Allora ripassiamo il tutto: quando avrò fatto la fila per parlare, arriverà il mio turno, parlerò della mia proposta, cioè di abbassare le tasse e alzare un po’ i salari perché sono ora troppo bassi e quindi le famiglie non riescono a sopravvivere. Per dire tutto questo avrò poco tempo che verrà contato da un orologio ad acqua che funziona così: in qualche minuto l’ acqua del vaso superiore scende in quello inferiore attraverso un buchino. Se la mia proposta interesserà ai cittadini verrà votata e l’ idea verrà portata avanti nella Bulè.
Nell’ Assemblea ci sono persone con idee pericolose, fortunatamente da noi va in atto l’ostracismo, che consiste nel prendere un pezzo di coccio, scrivere in nome di chi si vuole esiliare per dieci anni e portarlo in un punto della piazza cinta da steccati. Io farò così e quando avrò posato il coccio spero che gli Arconti contino almeno 6000 voti con il nome di * altrimenti l’Ostracismo non sarà valido. Certo quella persona verrà esiliata ma continuerà a mantenere i suoi beni.
Nella mia città, e questo è il bello della nostra democrazia, l’Ecclesia ha molti poteri, può controllare Strateghi Bulè, i cinquecento che assicurano la gestione quotidiana delle questioni in corso. L’Ecclesia deciderà oggi se fare la guerra con Sparta.

Oscar


A cure delle Classi prime







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