<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
				<!-- generator="e107" -->
				<!-- content type="News > L&#039;opinione" -->
				<rss  version="2.0">
				<channel>
				<title>La Talpa online - il giornalino della Scuola Secondaria di Fontaneto d'Agogna : News > L'opinione</title>
				<link>/portale/</link>
				<description>il giornalino della Scuola Secondaria di Fontaneto d'Agogna</description>

<language>it-it</language>
				<copyright>Copyright © 2003 - 2009 by <a href="http://talpaonline.altervista.org/">talpaonline</a>Gestione e amministrazione di <a href='http://www.mfpweb.org' rel="external">mfp</a>  | Template designed by <a title='www.mfpweb.org' href='http://www.mfpweb.org' rel="external">mfp</a>  | CMS <a href="http://www.e107italia.org/" rel="external" title='e107 Italia'>e107 Italia</a><a href="http://talpaonline.altervista.org/portale/page.php?28">Note legali</a> |  <a href="http://talpaonline.altervista.org/portale/page.php?27">Privacy</a><script type="text/javascript" src="http://talpaonline.altervista.org/stats/php-stats.js.php"></script></copyright>
				<managingEditor>snail_58@nospam.com (Admin)</managingEditor>
				<webMaster>snail_58@nospam.com (Admin)</webMaster>
				<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:28:05 +0100</pubDate>
				<lastBuildDate>Tue, 24 Nov 2009 18:28:05 +0100</lastBuildDate>
				<docs>http://backend.userland.com/rss</docs>
				<generator>e107 (http://e107.org)</generator>
				<ttl>60</ttl>
					<image>
					<title>La Talpa online - il giornalino della Scuola Secondaria di Fontaneto d'Agogna : News > L'opinione</title>
					<url>http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/button.png</url>
					<link>/portale/</link>
					<width>88</width>
					<height>31</height>
					<description>il giornalino della Scuola Secondaria di Fontaneto d'Agogna</description>
					</image>
						<item>
						<title>Le Nanoparticelle e i cibi che mangiamo</title>
<link>http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.197.3</link>
<description><![CDATA[Articolo inviato da Isa94]]></description>
<author>mfpellegrino@nospam.com (Redazione)</author>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 18:59:08 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.197.3</guid>
</item>
						<item>
						<title>Hikikomori: fenomeno giovanile sempre più diffuso in Italia.</title>
<link>http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.176.3</link>
<description><![CDATA[<img title="Hikikomori: ragazzo al computer" style="float: right; width: 336px; padding-left:15px;" alt="ragazzo al computer" src="http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/hikikomori.jpg" />Hikikomori è una parola giapponese che indica il comportamento di quei ragazzi che per anni vivono in casa, senza affrontare la vita: solo internet e fumetti.<br />In Giappone gli Hikikomori sono circa un milione, l’ 1% della popolazione, il 2% degli adolescenti. In Italia il fenomeno sta iniziando a diffondersi.<br />In Lombardia, in un paese vicino all’aeroporto,  Alex, un ragazzo di sedici anni, vive rinchiuso nella sua stanza di venti metri quadrati, scandita dal rombo degli aerei di Malpensa.<br />Valentina vive rinchiusa da parecchio tempo in un appartamento sull’Adriatico; Luca solo di recente è uscito dal suo guscio in Gallura.<br />Ci sono molti più maschi che femmine, anche over 18, che sono colpiti da questo morbo.<br />In Italia, il record di  “reclusione” nelle proprie stanze è di tre-quattro mesi, quello del Giappone è di ben 15 anni.<br />I hikikomori escono dalle loro stanze soltanto per cenare e andare in bagno.<br />Il primo terapeuta a studiare questo nuovo fenomeno giovanile è un tale Tamaki Saito. Egli sostiene che i motivi per i quali i ragazzi si isolano in una stanza con l’amico “computer” sono molti. Alcune volte la reclusione è dovuta all’incapacità di affrontare la vita e le difficoltà della scuola. <br />Questa esclusione dalla realtà, inizia con il passare delle ore in camera: si inizia con il disertare le cene in famiglia, lo sport, gli amici e il cinema, infine, un mattino, si dice di non voler più andare a scuola perché si ha bisogno di riposo.<br />I ragazzi Hikikomori sono quei ragazzi insomma che sostituiscono la vita reale con quella virtuale. La vita virtuale non è faticosa come quella reale ed è più facile da vivere: ci si può inventare un personaggio forte, che non è costretto a subire le frustrazioni, le paure che la vita vera produce!<br />Se questo è il motivo che causa l’isolamento, noi ne siamo rattristati e pensiamo che quei ragazzi non sappiano che cosa si perdono. Che cosa c’è di più bello che giocare con gli amici, di andare a fare una passeggiata nei boschi con il cane, di innamorarsi, di ridere, di scherzare con persone vere?<br />Virtuali, amici del computer, convertitevi alla vita vera!  <br /><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Aresu Mirko e Davide Vitale</strong> <br /><br />   <br /> <br />]]></description>
<author>mfpellegrino@nospam.com (Redazione)</author>
<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 15:47:43 +0200</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.176.3</guid>
</item>
						<item>
						<title>DALLE STELLE ALLE STALLE - L’INGLORIOSA FINE DELLE CASCINE</title>
<link>http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.171.3</link>
<description><![CDATA[Le cascine gloriose del nostro passato agricolo stanno rivivendo una seconda vita e certamente se potessero parlare non sarebbero contente. Vi chiederete il perché…<br />Leggendo i quotidiani abbiamo appreso che nelle periferie delle grandi città esistono dei terreni agricoli che si vendono a basso prezzo, in quanto posizionati nei pressi di rumorose statali.<br />Questi terreni negli ultimi anni vengono acquistati da nomadi di varie etnie, che  si insediano con le loro numerose famiglie nelle cascine. Spesso convivono in tali luoghi fino a 200-300 persone, tra bambini, uomini e donne. Queste cascine dove una volta si lavorava onestamente, oggi si sono trasformati in luoghi degli orrori: covi di malavita in cui convivono adulti con ragazzini, in cui agli adolescenti  si insegna non un mestiere ma a  rubare, in cui possono trovare rifugio criminali che sfruttano le donne e che non si fanno problemi a molestare le ragazze. <br />Tutto questo è di uno squallore allucinante, come si vede nelle foto che vi proponiamo. <br />Ci  chiediamo come si possa vivere senza riscaldamento, senza igiene… Auto all’ultimo grido in mezzo a biancheria stesa su montagne di spazzatura, un livello di desolazione infinita.<br />Se potessero parlare quelle cascine… che nostalgia avrebbero del tempo passato, quando sull’aia si batteva il grano con la mietitrebbia , e tutti si davano un gran da fare a collaborare... Che nostalgia quando i contadini li si trovava nelle stalle a parlare… Se potessero esprimersi quei casolari certo direbbero: ”Che fine ingloriosa la nostra!!!”  <br /><br /><br /><span style='font-size:18px'><span style='color:#ff0000'><strong class='bbcode bold'>Com'erano un tempo...</strong></span></span><br /><br /><div style='text-align:left'><img title="una cascina in epoche passate" style="width: 448px;" alt="una cascina in epoche passate" src="http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/cascina3.jpg" /></div><br /><br /><hr /><span style='font-size:18px'><span style='color:#ff0000'><strong class='bbcode bold'>Come sono ridotte oggi...</strong></span></span><br /><br /><div style='text-align:right'><img title="una cascina oggi" style="width: 448px;" alt="una cascina oggi" src="http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/cascina1.jpg" /></div><br /><br /><div style='text-align:left'><img title="una cascina oggi" style="width: 448px;" alt="una cascina oggi" src="http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/cascina2.jpg" /></div><br /><br /><br /><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Mattia Ordiano <br />Lorenzo Segalini <br />Alex Zinna</strong>]]></description>
<author>mfpellegrino@nospam.com (Redazione)</author>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 18:25:20 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.171.3</guid>
</item>
						<item>
						<title>UN MONDO DI... PLASTICA!</title>
<link>http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.170.3</link>
<description><![CDATA[<strong class='bbcode bold'>L'ISOLA DI PLASTICA</strong><br /><br />Avreste mai creduto che in un mondo come il nostro, in apparenza ordinato e pulito, ci fosse un continente di plastica???<br /><br /><img title="Pacific Trash Vortex" style="float: right; width: 350px; padding-left:20px;" alt="Pacific Trash Vortex" src="http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/isola_plastica2.gif" />Nell’Oceano Pacifico è così. Esiste un’intera isola ricoperta di plastica chiamata. Tale isola è <strong class='bbcode bold'>Pacific Trash Vortex</strong>.<br />Il Pacific Trash Vortex è un enorme accumulo di spazzatura principalmente  plastica . La sua estensione non è nota con precisione: le stime variano da 700.000 km quadrati fino a più di 15 milioni di km². <br />L’isola ha una profondità di 30 m,ha un diametro di 2500 km (circa la metà dell'intera Europa) e un peso di 3,5 tonnellate. <br />Si è formata a partire dagli anni Cinquanta, a causa dell'azione della North Pacific Subtropical Gyre, una corrente oceanica dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro.<br />Questa "nuvola" di spazzatura ha assunto l'informale definizione di <strong class='bbcode bold'>Isola orientale di Immondizia </strong>o <strong class='bbcode bold'>Vortice di Pattumiera del Pacifico</strong>. Il motivo di tanta incuria è l'uomo incivile, che si libera con troppa facilità degli involucri gettandoli nell'ambiente, nelle acque.<br /><br /><div style='text-align:center'><img title="Pacific Trash Vortex" style="width: 550px;" alt="Pacific Trash Vortex" src="http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/isola_plastica3.jpg" /></div><br /><br /> Interessante però sapere che l'uomo può evitare ciò con una saggia raccolta differenziata. Dovete sapere che la plastica, se raccolta in modo idoneo, può essere riciclata. Vediamo come:  <br /><br /><br /><strong class='bbcode bold'>FACCIAMO UN USO INTELLIGENTE DELLA PLASTICA</strong><br /><br />Oggi parliamo degli imballaggi di plastica, cioè: di bottiglie, flaconi, contenitori, vaschette, film o pellicole, confezioni e sacchetti. <br /> Vengono chiamati così perché conservano ciò che contengono, fanno rimanere inalterate le condizioni del prodotto e possono esserci scritte le indicazioni sui contenuti le scadenze e il metodo di conservazione.<br />Ogni anno si consumano 2.200.000 tonnellate di imballaggi di plastica.<br />Se messe assieme formerebbero 20 piramidi di Cheope. <br />La plastica  è vantaggiosa perché: porta progresso, dà del lavoro, facilita il trasporto merci e conserva i prodotti; però chi non è consapevole può fare un uso non giusto della plastica abbandonandola quindi inquinare l’ ambiente.<br />Visto che è un grande spreco  produrre ogni anno così tanta plastica si ricicla per riutilizzarla.<br />Ci sono due metodi per riciclare la plastica:<br />·	Riciclaggio meccanico che consiste nella triturazione,nel lavaggio e infine nella fusione<br />·	Con il termovalorizzatore c’è un incenerimento,poi lavaggio e fusione<br />·	Riciclaggio meccanico con la polimerizzazione.<br /><br />Conviene riciclare la plastica per i seguenti motivi:<br />·	Con il riciclaggio meccanico si risparmia il 50% di petrolio,<br />·	Invece con il termovalorizzatore si risparmia il 28% di petrolio;quindi c’è una riduzione dell’effetto serra.<br />·	Con il riciclaggio meccanico c’è una riduzione da 5 a 7 volte della CO2 (anidride carbonica).<br />Con il riciclaggio dei PET si ottengono:<br />·	Foglie<br />·	Fibre<br />·	Bottiglie; con 15 bottiglie si ottiene un maglia in pyle <br />Con il riciclaggio dell’ HDPE si ottengono: <br />·	Contenitori <br />·	Geomembrane<br />·	Flaconi<br />·	Cassette per frutta<br />Con il riciclaggio del LDPE si ottengono:<br />·	Sacchetti per rifiuti<br />·	Borse<br />·	Buste<br />·	Flaconi.<br />La plastica arrivata nei centri di riciclaggio in balle; viene selezionata poi riciclata nei veri metodi.<br /><br /><br /><strong class='bbcode bold'> TOMMASO MORACA; MATTEO CARBONE</strong><br />]]></description>
<author>mfpellegrino@nospam.com (Redazione)</author>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 14:22:56 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.170.3</guid>
</item>
						<item>
						<title>Quei comportamenti maleducati che offendono ...</title>
<link>http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.167.3</link>
<description><![CDATA[<strong class='bbcode bold'>Una riflessione sui nostri atteggiamenti in classe …</strong><br /><br /><br /><img title="ragazzi che litigano in classe" style="float: right; width: 180px; padding-left:20px;" alt="ragazzi che litigano in classe" src="http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/bullismoM.jpg" />A seguito di un avvenimento avvenuto in classe tra due compagni che hanno perso le staffe aggredendosi, siamo stati invitati dall’insegnante a riflettere sulla modalità della  giusta convivenza.<br /> Oggi sembrerebbe esserci una maggiore rigidità  verso il  comportamento, sanzionato , quando errato, persino con il cinque in condotta, che porta alla bocciatura .<br />Questo dovrebbe costituire un deterrente, tuttavia non mancano   episodi di maleducazione.<br />Tra le  riflessioni dei nostri compagni, una ci è  sembrata significativa e condivisibile, e ve la proponiamo integralmente:<br /><br /><div class='bloccoceleste'>“Molto spesso sentiamo parlare ai telegiornali di atti di bullismo, di ragazzi che mettono i propri compagni in cattiva luce, li prendono in giro, li scherzano e li mettono in ridicolo, li escludono, credendo di essere migliori e più importanti.<br />Questi comportamenti non solo offendono il diretti interessati, ma l’intera società. <br />Noi, per fortuna, non siamo a questi livelli, ma non per questo siamo scusati dei nostri comportamenti in classe. Dovremmo essere più responsabili, ormai non siamo più dei bambini, dovremmo aver raggiunto un certo livello di autonomia, ma in alcuni casi non è così…<br />Non siamo cattivi, probabilmente non abbiamo il coraggio di intervenire, perché è più comodo stare zitti e far finta di niente, così con l’indifferenza si diventa complici. Dobbiamo diventare più responsabili nelle nostre azioni, più educati, gentili, disponibili verso le altre persone soprattutto con i nostri compagni e professori. Io nel mio piccolo cercherò di essere di buon esempio e mi applicherò per essere migliore, perché è con l’esempio che si ottengono i risultati migliori. "<br /><em class='bbcode italic'>Enrico</em><br /><br /> </div>]]></description>
<author>mfpellegrino@nospam.com (Redazione)</author>
<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 13:22:42 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.167.3</guid>
</item>
						<item>
						<title>BULLI? NO, GRAZIE</title>
<link>http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.158.3</link>
<description><![CDATA[Alcune regole per difendersi]]></description>
<author>mfpellegrino@nospam.com (Redazione)</author>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 19:18:05 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.158.3</guid>
</item>
						<item>
						<title>27 gennaio: Giornata della memoria. Cosa occorre ricordare?</title>
<link>http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.156.3</link>
<description><![CDATA[<img src='http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/Giornata_memoria.jpg' style="float: right; width: 200px; height: 150px; padding-left:15px;" title='Giornata della Memoria' alt='Giornata della Memoria' />Eccoci nuovamente a parlare di eventi e drammi che riguardano l’umanità. A ricordare una tragedia avvenuta circa sessanta anni fa, quando i nostri nonni erano giovani. Quest’anno siamo partiti dalla lettura di articoli di quotidiani che affrontano la questione, ponendo in luce alcuni aspetti di essa. Dopo averne dato lettura, ci siamo chiesti:<br />- <strong class='bbcode bold'>Cosa è bene ricordare in questa giornata? </strong><br />Ecco le risposte e il pensiero di alcuni di noi:<br /><br />Occorre ricordare chi ha perso la vita nei campi di concentramento;<br /><br />Occorre ricordare i patimenti subiti e la denigrazione dell’uomo;<br /><br />Occorre ricordare tutti i bambini, angeli innocenti, costretti a subire ogni forma di sopruso;<br /><br />Occorre ricordare anche gli atti eroici di  chi, ebreo e non, ha compromesso la propria vita per salvare tanti dall’orrore come  i  907 bambini dal campo di Buchenwald che sono sopravvissuti al campo grazie alla resistenza di chi, ragazzi poco più grandi di loro, hanno sfidato i carnefici; <br /><br />Occorre ricordare il senso della giornata: che ci sono stati dei colpevoli che hanno commesso tutto ciò. Uomini che hanno negato il sacro santo diritto alla vita e al rispetto di uomo, a prescindere dalle differenze religiose e culturali;<br /><br />Occorre riflettere su come sia stato possibile, da parte della maggioranza della popolazione, rimanere inerte a guardare ciò che stava avvenendo.<br /><br /><strong class='bbcode bold'>Classe 2 B</strong><br /><br /><br /><br /><br /><div class='indent'>Altri  articoli sul tema:<br /><br /><a class='bbcode' href='http://talpaonline.altervista.org/portale/comment.php?comment.news.69' rel='external' >27 gennaio 2008: Giornata della Memoria - Per non dimenticare ... </a><br /><a class='bbcode' href='http://talpaonline.altervista.org/portale/comment.php?comment.news.70' rel='external' >27 gennaio 2008: Giornata della Memoria - Un film per riflettere</a><br /><a class='bbcode' href='http://talpaweb.altervista.org/2005/news.php?item.119.1' rel='external' >27 gennaio 2007 - GIORNATA DELLA MEMORIA</a><br /><a class='bbcode' href='http://talpaweb.altervista.org/2005/comment.php?comment.news.41' rel='external' >27 gennaio 2006 - GIORNATA DELLA MEMORIA. QUELLO CHE IL DIARIO NON HA POTUTO DIRE… GLI ULTIMI SETTE MESI DI ANNA FRANK</a><br /><a class='bbcode' href='http://talpaweb.altervista.org/comment.php?comment.news.21' rel='external' >27 gennaio 2005 - GIORNATA DELLA MEMORIA: UN FILM PER RICORDARE</a><br /></div><br /><br /><br /><br />]]></description>
<author>mfpellegrino@nospam.com (Redazione)</author>
<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 00:33:58 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.156.3</guid>
</item>
						<item>
						<title>Nel mondo dei pirati</title>
<link>http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.154.3</link>
<description><![CDATA[<img title="Bandiera dei pirati " style="float: right; width: 200px; height: 150px; padding-left:15px;" alt="Bandiera dei pirati" src="http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/pirati.jpg" /><strong class='bbcode bold'>Spesso si pensa che la pirateria sia un evento del passato e che quindi, sia stata definitivamente debellata. Le cronache recenti hanno invece portato alla ribalta un fenomeno ancora presente in alcune aree del mondo. Noi abbiamo voluto saperne di più, analizzandone le origini, e scoprire quando è nata e come si è sviluppata la pirateria.</strong><br /><br /><br />L’età dell’oro della pirateria risale a circa trecento anni fa. I velieri attraverso i mari trasportavano preziosi, come oro e argento. I viaggi per mare delle regolari compagnie di trasporto erano in pericolo perché molte imbarcazioni venivano assaltate dai temuti pirati.<br /> Nei porti c’era sempre una gran confusione di gente e vascelli che andavano e venivano. Il desiderio di molti ragazzi era quello di far fortuna partendo per mare. Così spesso si imbarcavano come marinai, altri, invece, facevano la scelta di diventare dei pirati. Alcuni di loro avevano solo dodici anni al momento dell’imbarco.<br />Un occhio ben attento sapeva certo riconoscere i pirati che si aggiravano per il porto.<br /> I pirati catturati venivano puniti lasciandoli appesi  in una gabbia come monito per quei marinai che pensavano di arruolarsi tra i pirati.<br /> Alcuni pirati diventarono famosi e ricchi, ma ebbero una vita pericolosa e spesso breve. Tra i più famosi ricordiamo: <strong class='bbcode bold'>William Kidd, Barbanera, Anne Bonny, Jack Racham, Herry Morgan, Mary Read e Black Bart.</strong><br /> I pirati erano  diversi, ma tutti ugualmente  pericolosi. Da ricordare i Bucanieri che vivevano sull’isola di Tortuga, che in origine erano dei marinai francesi che assalivano i vascelli spagnoli e che successivamente sono diventati dei furfanti. Non dobbiamo confondere i pirati con i corsari, perché i corsari erano pagati dai governi della loro nazioni per saccheggiare le navi nemiche.<br />  Come abbiamo citato prima, i pirati avevano una vita breve. Tra i più famosi non mancava una donna, il suo nome era: Barbanera. Questa donna indossava abiti maschili e combatteva come un uomo. Pensate che nel 1718, al largo della Carolina, una nave britannica si lanciò alla sua caccia e questo pirata,  non volendosi arrendersi, venne ucciso. La testa di Barbanera fu appesa all’albero di bompresso della nave.  <br /><br /><strong class='bbcode bold'>Vanessa Gallo, Ilaria Saba</strong><br /><br /><br /><br />]]></description>
<author>mfpellegrino@nospam.com (Redazione)</author>
<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 12:23:36 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.154.3</guid>
</item>
						<item>
						<title>Incomprensioni di ieri, incomprensioni di oggi che generano pregiudizi e intolleranze</title>
<link>http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.148.3</link>
<description><![CDATA[<img title="Ragazzi stranieri" style="float: right; width: 300px; height: 259px; padding-left:15px;" alt="Ragazzi stranieri" src="http://talpaonline.altervista.org/portale/e107_images/multicultura.jpg" />Lo studio della storia, in questi anni, mi ha permesso di conoscere diversi esempi di incomprensioni e di diffidenza tra popoli e culture diverse.<br />Ricordo, agli inizi del Medioevo, lo scontro tra la cultura raffinata dei Romani  d’Occidente e quella rozza e feroce dei popoli Germanici. Queste due culture si integrarono con molta difficoltà, ma con il tempo, dal loro scambio nacque la civiltà Europea. Posso pensare anche alla civiltà araba  che si inserì con fatica su quella antica dei Bizantini.<br />I pregiudizi nel Medioevo erano dovuti soprattutto all’ignoranza, ne è un esempio la caccia alle streghe. Le differenze religiose e politiche hanno sempre portato alle guerre nel passato e nel presente. Anche i pregiudizi razziali hanno causato enormi tragedie come le persecuzioni contro gli ebrei. I pregiudizi, oggi, non sono scomparsi. In questi anni sta crescendo sempre di più il fenomeno dell’immigrazione:ogni giorno la nostra penisola accoglie numerosi stranieri, anche clandestini, di diverse culture e tradizioni. Possono essere Marocchini, Slavi, Moldavi, Albanesi, Zingari che abbandonano la loro patria per trovare fortuna altrove. Lavorano nelle fabbriche o svolgono mestieri che gli Italiani rifiutano. La gente giudica gli immigrati in modo positivo o negativo: alcuni cercano di aiutarli, altri li considerano ladri o criminali. Io credo che sia ingiusto giudicare qualcuno solo per il colore della pelle, per come si veste o per la religione che pratica, perché tutti siamo uguali e abbiamo gli stessi diritti, quello di essere protetti e di  avere la libertà.<br />Anch’io, ogni giorno, incontro a scuola ragazzini di diversa cultura e religione.<br />In questi anni ho avuto modo di conoscere Khalid, Irina, Assane e due ragazzini albanesi.<br />Parlando con loro ho imparato che nonostante le differenze dovute alla religione, alla lingua e alle tradizioni siamo proprio uguali e possiamo essere amici.<br /> Secondo me, prima di esprimere giudizi sulle altre persone bisognerebbe conoscere meglio la loro cultura per trovare punti d’incontro.<br /><br /><br /><br /><strong class='bbcode bold'>Laura Brunero</strong>]]></description>
<author>mfpellegrino@nospam.com (Redazione)</author>
<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 15:00:36 +0100</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://talpaonline.altervista.org/portale/news.php?item.148.3</guid>
</item>
				</channel>
				</rss>