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L'OPINIONE: Adolescenti e adulti... che confusione!!!  

Inviato da mariac
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- L'opinione - Redazione - 20/04/2008 - 12:38


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

[Inviato da mariac]
L’adolescenza è il periodo intermedio tra l’infanzia e l’età adulta. Questa fase è tipica dei paesi occidentali: infatti in quelli orientali non è riconosciuta e si ha perciò un passaggio diretto dall’infanzia all’età adulta che avviene per mezzo di riti.
Un’altra curiosità prettamente occidentale riguarda la presenza sempre più crescente di persone che non sentono la necessità e il desiderio di abbandonare il periodo dei cambiamenti, dell’amicizia di gruppo e delle cotte perché non vogliono assumersi le responsabilità e affrontare il mondo per quello che è. Questo modo d’agire e di comportarsi è detto: “Sindrome di Peter Pan” (come i calciatori che continuano a giocare a uno svago per bambini troppo cresciuti!).
Ma dove sono le persone che soffrono di questa sindrome!?
Sembra strano, ma noi non ne conosciamo di persone così! Al contrario, sembra che gli adulti che ci circondono abbiano dimenticato la loro adolescenza e di conseguenza il modo di pensare tipico di noi ragazzi, oltre ai sentimenti che durante questa età esplodono in noi impetuosamente, facendoci talvolta sprofondare in un baratro di confusione e anarchia.
A questo punto riteniamo sia doveroso porvi alcune domande…
…Vi siete mai chiesti cosa succeda durante la fase adolescenziale tra genitori e ragazzi?
E cosa ci spinga a far cambiare il nostro comportamento nei loro confronti?
Un’idea in merito ve la lanciamo…
Innanzitutto, noi adolescenti tendiamo ad allontanarci da tutto ciò che oramai consideriamo essere “per piccoli” e di conseguenza anche dall’affetto di mamma e papà. Codesto, in fondo in fondo, è un comportamento che colpisce tutti in modo più o meno forte, ma che non è da ritenere sbagliato in quanto ci insegna a maturare e a imparare a superare da soli le difficoltà senza l’intervento continuo di un adulto che potrebbe “ostacolarci” nella crescita.
Ogni adulto reputa giusto che un figlio debba “coltivare” un proprio progetto di vita, seguendo le orme che i genitori hanno scelto per lui al fine di garantirgli un futuro sereno e prospero.
Noi ragazzi invece tendiamo a fare il contrario di ciò che ci viene detto, poiché riteniamo di dover “scrivere” la nostra vita autonomamente.
Noi siamo liberi di incamminarci in vie e in strade diverse da quelle prefissate dalle loro aspettative e non riusciamo a comprendere il motivo per cui nella nostra vita dovremmo percorrere itinerari più lunghi quando esistono infinite scorciatoie.
Sì, è vero possiamo comprendere la paura dei nostri genitori di lasciarci andare nel mondo esterno tra i pericoli che una volta non esistevano, ma è anche vero che comportandosi in modo oppressivo limitano la nostra maturazione personale facendoci crescere insicuri, tanto da renderci incapaci di difenderci di fronte alle avversità della vita.

classe III A
Scuola media G.Ungaretti
Borgoricco (PD)



[Inviata da mariac]








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