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Hikikomori: fenomeno giovanile sempre più diffuso in Italia.  

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- L'opinione - Redazione - 07/04/2009 - 15:47


ragazzo al computerHikikomori è una parola giapponese che indica il comportamento di quei ragazzi che per anni vivono in casa, senza affrontare la vita: solo internet e fumetti.
In Giappone gli Hikikomori sono circa un milione, l’ 1% della popolazione, il 2% degli adolescenti. In Italia il fenomeno sta iniziando a diffondersi.
In Lombardia, in un paese vicino all’aeroporto, Alex, un ragazzo di sedici anni, vive rinchiuso nella sua stanza di venti metri quadrati, scandita dal rombo degli aerei di Malpensa.
Valentina vive rinchiusa da parecchio tempo in un appartamento sull’Adriatico; Luca solo di recente è uscito dal suo guscio in Gallura.
Ci sono molti più maschi che femmine, anche over 18, che sono colpiti da questo morbo.
In Italia, il record di “reclusione” nelle proprie stanze è di tre-quattro mesi, quello del Giappone è di ben 15 anni.
I hikikomori escono dalle loro stanze soltanto per cenare e andare in bagno.
Il primo terapeuta a studiare questo nuovo fenomeno giovanile è un tale Tamaki Saito. Egli sostiene che i motivi per i quali i ragazzi si isolano in una stanza con l’amico “computer” sono molti. Alcune volte la reclusione è dovuta all’incapacità di affrontare la vita e le difficoltà della scuola.
Questa esclusione dalla realtà, inizia con il passare delle ore in camera: si inizia con il disertare le cene in famiglia, lo sport, gli amici e il cinema, infine, un mattino, si dice di non voler più andare a scuola perché si ha bisogno di riposo.
I ragazzi Hikikomori sono quei ragazzi insomma che sostituiscono la vita reale con quella virtuale. La vita virtuale non è faticosa come quella reale ed è più facile da vivere: ci si può inventare un personaggio forte, che non è costretto a subire le frustrazioni, le paure che la vita vera produce!
Se questo è il motivo che causa l’isolamento, noi ne siamo rattristati e pensiamo che quei ragazzi non sappiano che cosa si perdono. Che cosa c’è di più bello che giocare con gli amici, di andare a fare una passeggiata nei boschi con il cane, di innamorarsi, di ridere, di scherzare con persone vere?
Virtuali, amici del computer, convertitevi alla vita vera!


Aresu Mirko e Davide Vitale








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