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FONDOTOCE, PARTIGIANI, NAZISTI …  

Casa della resistenza e parco della memoria e della pace.
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- Gite scolastiche - Redazione - 26/06/2013 - 15:34


Venerdì 12 aprile 2013 le classi terza A e terza B della scuola di Fontaneto d’Agogna hanno fatto una gita d’istruzione alla casa della resistenza di Fondotoce per apprendere maggiori nozioni sul periodo della resistenza partigiana in Italia. Fondotoce è una frazione di una provincia del Piemonte, il Verbano Cusio Ossola, il cui centro è Verbania. Per entrare e uscire da Verbania bisogna per forza passare da Fondotoce, quindi questo comune è un punto strategico perché permette di avere il controllo di chi entra ed esce da Verbania. Fondotoce è pianeggiante e ha un solo monte che è chiamato Mont’Orfano. Nel parco della memoria e della pace che si trova attorno alla casa della resistenza ci sono diverse opere o “monumenti” costruiti in ricordo di quello che è accaduto:

fondotoce
Sul muro che c’è dietro la croce, realizzato con due materiali diversi, il marmo bianco di Candoglia, usato per costruire il duomo di Milano e delle pietre grigie povere usate per costruire i tetti delle case in montagna, ci sono i nomi di 1240 partigiani morti durante le lotte di liberazione. Dietro la croce nelle tre file centrali ci sono i nomi di 42 partigiani di Fondotoce, fucilati dai nazisti il 20 giugno 1944. Davanti alla croce ci sono le ceneri dei morti nel campo di concentramento di Mauthausen.
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Questo ulivo proviene dalle colline di Gerusalemme ed è stato piantato nel campo come simbolo di pace nel 2000, quando ambasciatori palestinesi e israeliani si sono recati a Fondotoce.
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Su questo marmo sono incisi i nomi di alcuni ebrei che sono stati uccisi dai nazisti mentre cercavano di scappare in Svizzera, che era uno stato neutrale. Si ricorda in particolare la morte della famiglia Ovazza.
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Questo è il parco dove sono stati fucilati 43 partigiani, tra i quali era presente anche una donna, che i nazisti hanno voluto esaltare. Li hanno fatti sfilare da Intra fino a qui, a Fondotoce. Ne uccidevano tre per volta. Per pura fortuna uno di loro, Carlo Suzzi, è sopravvissuto buttandosi nel canale che si trova dietro a questo prato. Quando è avvenuta l’ uccisione di queste 42 persone, nel parco c’erano proprio 42 alberi.
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Queste cinque lastre riportano i morti chiamati IMI, ossia internati militari italiani, cioè quelle persone che dopo l’armistizio dell’ 8 settembre, firmato dall’ Italia con gli Americani, sono state portate nei lager nazisti. Lo scopo di queste cinque lastre è di rappresentare la bandiera italiana, infatti nell’ordine sono: marmo rosa, marmo bianco, granito verde, marmo bianco, marmo rosa. In quello al centro si può vedere la scritta: NON PIU’ RETICOLATI NEL MONDO.
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Questo monumento è olandese, e rappresenta l’amicizia che si era formata tra i partigiani e i georgiani. Davanti a esso c’è una scritta in cirillico e significa: ai nostri caduti fratelli italiani.
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Queste due foto rappresentano una donna dopo e prima della resistenza. La donna dopo questo periodo viene considerata di più, una persona più importante con gli stessi diritti dell’ uomo. Tanto che si arriva al referendum del 2 giugno 1946, quando anche le donne per la prima volta sono ammesse al voto.
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Questa mano è il simbolo di un’impronta in un libro di storia, perché si vuole lasciare il segno di quello che è accaduto in modo che non succeda mai più.



Queste sono solo una parte delle cose che abbiamo approfondito a Fondotoce, ma adesso vorrei dedicarmi alla mia considerazione personale.
Innanzitutto, partendo dalla cosa più semplice dico che questa gita scolastica mi è piaciuta. Più che altro è stato qualcosa di diverso, una gita, per così dire, particolare, come non ne ho mai fatte, perché abbiamo parlato di cose brutte e toccanti che hanno “sporcato” la nostra storia e questo ha suscitato ancora di più del solito il mio interesse per tutto quello che si diceva. È stato veramente bello parlare di cose molto vicine a noi.. e magari per la prima volta, capire veramente quello che è successo. Persone normali, come me o mia sorella, o forse ancora più indicato, come mio papà che decidevano di schierarsi contro una parte di italiani stessi, per difendere l’ Italia! Persone che un momento prima, facevano una vita quasi normale, perché comunque c’ era la guerra, e che un secondo o un giorno dopo si trovano a far parte della nostra storia, e diventavano gli eroi indiscussi del mondo! Che forza, che grinta mi trasmettono quelle persone. C’ è da pensare che io non sarei riuscita ad andare incontro alla morte come hanno fatto quelle 42 persone; sono stati veramente grandi! Mi vengono i brividi a pensare alla serie di morti che è avvenuta e a pensare alle foto che ho visto in un video lì a Fondotoce. Rabbrividisco quando immagino certe scene o situazioni. La tristezza mi ricorda quella di Foscolo quando scriveva le sue poesie, come “in morte del fratello Giovanni”. La cosa che mi ha colpito di più, anche su tutti possono pensare «banale!» è stata la croce con il muro alle sue spalle!! È proprio bello, un gigantesco segno di riconoscimento per tutte quelle persone giuste e coraggiose che hanno perso la vita combattendo! Bisognerebbe prendere un po’ da loro, dalla loro forza, dalla loro sopportazione! Un’ altra cosa che m i è piaciuta tanto è stato il video, ma soprattutto il contesto. Non mi era mai capitato in una gita di finire in una camera piccola e tutta buia, per vedere un filmato molto particolare e toccante. La cosa più avvincente sono state le foto. Insomma ho apprezzato molto questa gita, perché secondo me è stata utile per capire in modo più chiaro un periodo buio della nostra storia.. anche se io non lo definirei del tutto buio, perché comunque questo periodo ha permesso alla donna di emanciparsi e gli italiani si sono uniti e si sono fatti forza aiutandosi con lo spirito di gruppo!! Saprò fare tesoro delle informazioni che ho ricevuto durante questo fantastico giorno!!

Michela Mazzola – classe 3A










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