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Racconti: MARCO E IL SEGRETO DEI MISTERI  

Racconto fantasy di Matteo La Barbera
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- Racconti - Redazione - 22/01/2014 - 19:02


monasteroL'ultimo giorno di scuola si profilava noioso per Marco, meno male che c'erano le vacanze natalizie... Certo i compiti... ma stavolta, tra i tanti assegnati, ve n'era uno divertente: una ricerca su un monastero a scelta.
Durante lo studio su internet, la sua attenzione venne catturata dalle informazioni circa un antico monastero benedettino che andò a fuoco a causa di un piromane nell'anno 736 d.C.
In quel monastero era vissuto un suo lontano parente di nome Bustrago, il quale a causa dell'incendio era rimasto gravemente ustionato e per tale motivo era divenuto sordo.
( La possibile parentela tra il ragazzo e il monaco fu suggerita a Marco dal padre, un insigne archeologo).
Marco era alquanto incuriosito dalle notizie apprese: “Perché v'era stato un incendio doloso? Cosa si voleva nascondere?” Doveva saperne di più... Continuò così la ricerca, e d'un tratto... la scrivania vibrò e, senza sapere come, si trovò catapultato in un luogo, che presto riconobbe: era l'antica abbazia.
monasteroUn po' rintontito dalla botta, stette a lungo a terra, perché gli girava la testa. Dopo essersi ripreso dal colpo, entrò nel monastero.
Arrivò alla foresteria, lì un monaco, dall'aria un po' misteriosa, lo accolse e, credendolo ferito, lo condusse all'ospizio, ovvero all'infermeria.
Marco gli spiegò che stava bene e che voleva solo una stanza dove potersi risposare. Agilulfo (così si chiamava il monaco), gli consegnò le chiavi della stanza dove poteva alloggiare per la notte . Marco, dopo aver ringraziato, corse a vedere la sua camera.
Appena entrato, il ragazzo si appoggiò sul pagliericcio e piombò in un sonno profondo.
Il mattino seguente pensò a come poter trovare il suo parente per portarlo via di lì. Il convento era nel pieno delle attività: era evidente che il piano del piromane non era stato ancora attuato e che quindi, se avesse scoperto il mistero, poteva salvare oltre al suo avo dalla minorazione, anche i preziosi codici miniati dalle fiamme dell'incendio che qualcuno avrebbe appiccato.
Cercò nella chiesa ma non lo trovò; cercò anche nella stalla e nel magazzino, ma del monaco neanche l'ombra.
Mentre vagava nel monastero, arrivato nel chiostro, sentì delle voci e con un balzo, senza farsi vedere, si nascose dietro una colonna: da lì vide Agilulfo che farfugliava tra sé qualcosa e poi lo seguì, visto che il monaco si mise a correre verso il dormitorio, come se fosse inseguito da qualcosa o da qualcuno...
Un passero, appollaiato sul ramo della quercia, si girò verso Marco e gli disse: << Stai attento ragazzo!! Quel monaco nasconde un segreto.... Ha infranto la Regola.. Lo sai che i monaci non possono tenere con sé oggetti personali e lui, per la sua avidità, ha rubato oggetti di gran valore. Ma qualcuno lo ha scoperto e...>>Marco non gli lasciò terminare la frase : Bustrago aveva certamente scoperto questo misfatto e per questo era stato segregato da qualche parte, ecco perché non riusciva a trovarlo!
Il passerò allora spiccò il volo e condusse Marco nello scriptorium. Tra quel luogo e la biblioteca c'era una piccola porta misteriosa.. Il ragazzo si avvicinò e trovandola chiusa, la buttò giù con una spallata; all'interno di quel tugurio trovò Bustrago imbavagliato. Il monaco, ancora stordito, ma contento di essere libero, spiegò a Marco il piano di Agilulfo: egli voleva appiccare il fuoco al monastero per eliminare le tracce dei suoi furti e per questo dovevano fare in fretta e fermarlo prima che fosse troppo tardi!
Di corsa i due andarono verso il dormitorio, dove Marco lo aveva visto dirigersi, e infatti lo trovarono intento a buttare per terra del combustibile per appiccare il fuoco.
Lo presero alle spalle e lo fermarono e così lo portarono dall'abate: Agilulfo ora non poteva più fare del male a nessuno!


Matteo La Barbera – classe 1A










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