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Alla scoperta del Continente africano: incontro con Don Albert del Togo  

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- News Scuola - Redazione - 01/03/2014 - 19:22


Togo: bambiniMartedì 24 febbraio 2014 le classi 3A e 3B della scuola media di Fontaneto d’Agogna hanno assistito ad una lezione tenuta da un sacerdote originario del Togo, Don Albert Tafou Koudjo.
L’argomento riguardava la sua terra natale: l’Africa. L’incontro è incominciato parlando di ciò che viene associato immediatamente alla pronuncia della parola Africa: fame, morte, guerre, profughi. Questi sono gli aspetti peggiori di quel grande continente, che risaltano su tutti gli altri, che appartengono principalmente ad un’immagine stereotipata e che, per certi versi, sta cambiando, nonostante alcuni stati africani siano ancora molto arretrati, rispetto al resto del mondo, o colpiti da guerre da noi quasi ignorate.
Togo: cartinaCiò su cui Don Albert si è soffermato di più, durante le due ore del suo intervento, è la descrizione della scuola africana; ne ha parlato come di un punto positivo dell’Africa. Ha iniziato a raccontarci quanto essa abbia fatto fatica a diffondersi, e di quanto ancora la sua importanza non è riconosciuta del tutto in diverse zone. Alcuni genitori africani, infatti, non credono che ai propri figli sia necessaria l’istruzione, ma pensano sia meglio che essi li aiutino nei lavori quotidiani o nei campi. Altre famiglie, invece, comprendendo che l’istruzione non è una cosa sbagliata, permettono ai loro figli di frequentare le lezioni, oppure, dove non è disponibile una struttura scolastica, consentono loro di imparare da una persona istruita. Così, in molte zone, dove non è presente una scuola, i ragazzi si radunano ugualmente la sera attorno ad una persona anziana, la quale solitamente è molto saggia e può insegnare loro qualcosa. Ciò che mi ha colpito molto è che i ragazzi, anche in quest’ultimo caso, riescono ad imparare perfettamente grazie alle loro capacità di ascolto e di memoria, molto buone. L’unico difetto è che in Africa non ci siano molte opportunità lavorative e perciò si creano diverse situazioni di brigantaggio giovanile o di migrazione in altri Paesi, dove, a causa della crisi di questo periodo, molto probabilmente non riuscirono comunque a trovare lavoro.
Mi ha anche molto colpito che gli Africani considerino dei “nemici” gli europei: in parte per il ricordo della colonizzazione avvenuta nei secoli passati e in parte per lo sfruttamento attuale. Infatti, gli europei, approfittando dell’impossibilità dell’Africa di estrarre e lavorare molte materie prime, presenti in grandi quantità in quelle terre (come svariati minerali), attraverso le loro multinazionali se ne appropriano e li utilizzano nelle loro industrie per lavorazioni anche di alta tecnologia, ricavandone forti guadagni, senza creare nessun vantaggio per l’Africa e i suoi abitanti.

Un’altra cosa, che mi ha colpito molto, è la grande importanza che gli Africani Cattolici danno alla loro fede. La domenica mattina, infatti, essi si radunano con piacere per alcune ore nella chiesa, per assistere alla messa. Tutto il resto della giornata è per loro una festa vera e propria in cui si canta e si balla, rilassandosi dal lavoro della settimana. Il canto, l’ospitalità, la festa sono delle caratteristiche tipiche dei villaggi africani, come la grande presenza di giovani, che sono il futuro dell’Africa. In particolare in Togo, attualmente c’è una buona armonia tra i cristiani e gli africani animisti, cioè ancora legati alla religione tradizionale, e anche i rapporti con i musulmani sono buoni. Tutti collaborano per promuovere dei miglioramenti nella vita della popolazione e per contrastare, per quanto possibile, i governanti attuali, che si preoccupano piuttosto di arricchire se stessi, permettendo lo sfruttamento delle multinazionali europee, invece di operare per il bene della loro gente.

Togo: donneDon Albert ha mostrato molte immagini della vita nel suo paese, spiegando ad esempio il significato di alcuni abiti coloratissimi, con dei disegni che cambiano a seconda dei sentimenti o delle situazione che una persona vive in quel momento.
Penso che sia stato davvero utile questo intervento da parte di Don Albert, nella nostra scuola, perché ci ha permesso di capire quanto gli africani siano forti, semplici, ma anche ricchi di valori positivi, nonostante le difficili situazioni del loro continente.


Francesco Severico - classe 3 A











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