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Philip Pullman: "Il ponte spezzato"  

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- Libri e... - Redazione - 03/12/2007 - 10:39


il Ponte spezzatoPhilip Pullman è nato nel 1946 a Norwich, in Inghilterra. Da bambino ha vissuto in Australia e nello Zimbabwe, e ha studiato in Africa e nel Galles. Si è laureato in Letteratura inglese all’Università di Oxford e ha insegnato in diverse scuole e college. Oggi vive a Oxford con la famiglia. Ha scritto romanzi, racconti e lavori teatrali per i quali ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti. Da Salani sono usciti Ero un topo (1999), Il conte Karlstein (2003), Il rubino di fumo (2003), L’ombra del Nord (2004), La tigre nel pozzo (2005), La Principessa di latta (2006), e la trilogia Queste oscure materie, comprendente La bussola d’oro (Carnegie Medal e Guardian Children’s Fiction Prize), La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra (vincitore nel 2001 del prestigioso premio inglese Whitbread, attribuito per la prima volta a un libro per ragazzi).

TRAMA DEL LIBRO

L’inquietudine di Ginny non è solo il male dell’adolescenza: nella cittadina del Galles dove vive con Tony, l’amatissimo padre, non si è mai sentita completamente a suo agio. E non bastano gli amici a confortarla, soprattutto da quando Ginny, in tenera età, si è resa conto di essere l’unica ad avere la pelle nera. L’unica consolazione è nel talento artistico che Ginny sa di avere ereditato da sua madre, una bellissima ragazza haitiana morta poco dopo la sua nascita.
Ma un giorno Ginny scopre di avere un fratellastro, Robert, di pochi mesi più grande di lei. È figlio di suo padre Tony e di una donna che Tony aveva sposato, per abbandonarla poco tempo dopo. Sbalordita e confusa, Ginny si domanda cos’altro suo padre le abbia nascosto fino a quel momento: antiche memorie, brandelli di ricordi della sua infanzia sembrano acquistare improvvisamente un significato sinistro, costringendo Ginny a scavare nel proprio passato alla ricerca di una verità inimmaginabile e sconcertante...

Meravigliosamente scritto, riesce, man mano, a catturarti, a catturare la tua curiosità, con momenti ironici (non si direbbe humor inglese!) e momenti estremamente drammatici, e per questo belli, carichi d'intensità.
Ancora una volta, Philip Pullman, complimenti! Non ti sei smentito come scrittore!



Nicholas Pedroni e Elisa Servidio







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