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Ex-campione alla ribalta: Giuseppe Fallarini racconta il ciclismo di 60 anni fa  

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- News Scuola - Redazione - 06/06/2014 - 20:18


CiclistaMartedì mattina abbiamo avuto il privilegio di ospitare il famoso ciclista Giuseppe Fallarini, più conosciuto come Pippo, che ci ha parlato dei momenti più significativi della sua carriera.
Fin da giovane nutriva una grande passione per il ciclismo, che lo ha portato a iniziare le prime gare già a 15 anni, con un tesserino falsato, perché si poteva gareggiare solo a partire dai 16 anni. Iniziò la sua carriera con le gare provinciali nella categoria “Allievi”, poi continuò partecipando alle gare regionali nella categoria “Dilettanti” e infine nel 1956 intraprese la carriera da professionista, che durò 8 anni, dal 1956 al 1964, ottenendo ottimi risultati.
Le corse ciclistiche a quell’epoca si svolgevano solo in stati vicini all’Italia, come Francia, Svizzera, Belgio, Portogallo, Olanda e Germania; adesso invece si tengono in tutto il mondo.
Giuseppe partecipò alle più importanti corse d’Europa, tra cui il Tour de France, la Ruota d’Oro, il Giro d’Italia, i Giochi del Mediterraneo e altri percorsi interni alla nostra nazione.
Il grande corridore gareggiò nella squadra degli Azzurri, assieme ai più significativi ciclisti dell’epoca, come Fausto Coppi, Gino Bartali e Fiorenzo Magni.
Pippo vinse la Ruota d’Oro nel 1955, i Giochi del Mediterraneo a Barcellona nel 1956, la seconda e la terza tappa del Giro d’Europa nel 1957 e ha ottenuto ottimi risultati nel Giro d’Italia del 1956.
Per spostarsi all’interno dell’Europa si utilizzavano soprattutto treni con locomotive a vapore e aerei bimotore, che non avevano certo l’affidabilità di quelli odierni; del resto anche le strade non erano di facile percorrenza, poiché molte non erano asfaltate e si correva il rischio di forare più volte la gomma.
Nella sua descrizione del ciclismo del Novecento abbiamo potuto riscontrare delle differenze notevoli con lo sport attuale.
In primo luogo la struttura delle biciclette, realizzate al tempo in ferro, che pesavano tra 8 e 10 chilogrammi, mentre attualmente sono costituite da una lega di carbonio, quindi più leggere e resistenti.
Il cambio, un tempo costituito da due leve posizionate dietro il sellino con solo 4 rapporti, oggi arriva a 10 rapporti ed è posizionato direttamente sul manubrio.
Gli indumenti non prevedevano i caschi di protezione come oggi, né tute sofisticate, ma pesanti felpe di cotone per ogni stagione.
I rifornimenti consistevano in voluminosi panini al prosciutto che venivano consumati tra una tappa e l’altra.
Quando correva il signor Pippo, al contrario di oggi, il doping era un fenomeno limitato che consisteva nell’assunzione di caffeina e solo alcuni corridori del nord Europa facevano uso di qualche sostanza; ci ha tenuto a ribadire però che personalmente non ha mai fatto uso, neanche della caffeina (peraltro oggi illegale).
Oggi le gare sono minuziosamente controllate grazie alle strumentazioni moderne, mentre un tempo venivano a volte truccate ed erano vissute in modo più goliardico.
Gli allenamenti di un corridore professionista, quale era lui, consistevano nel percorrere tratti di 250-300 km per 7-8 ore al giorno.
Il signor Fallarini ci ha voluto rendere partecipi di alcuni ricordi commoventi delle sue gare e dei personaggi famosi che ha avuto il piacere di conoscere, tra tutti Fausto Coppi, di cui ci ha ricordato la morte prematura per malaria avvenuta nel 1960, e Gino Bartali, di cui ci ha segnalato il suo impegno nei confronti degli Ebrei, che ha contribuito a salvare con la sua bicicletta.
Era particolarmente orgoglioso nel raccontarci l’incontro con Papa Pio XII, di cui ricordava l’austerità, e con l’indimenticabile Giovanni Paolo II.
Il signor Pippo ci ha salutato raccomandandoci di non trascurare lo studio per nessuna ragione, nemmeno per lo sport. Egli infatti si è pentito di non aver terminato gli studi perché nessun successo può sostituire la scuola!


Francesco Brunero e Anna Vicario - classe 2 B - Sc. Sec. Fontaneto






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