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Utente 02/06/2009 - 00:00 | Sono nata con i voti e sono 'maturata' con i giudizi, che comunque per me erano unatraduzione dei voti stessi (discreto=7; buono=8, ecc.).Il problema non è quello, per quanto ritenga migliore il voto che, in una epoca di incertezza e relativismo, è chiaro e non soggetto a 'interpretazioni'. Preferirei però poter valutare ogni compito o interrogazione con il voto per quanto concerne la correttezza dei contenuti e con il giudizio per la corretteza della forma espressiva e la rielaborazione personale di quanto studiato: solo questo ci permette di chiarire la situazione ed i problemi di apprendimento dello studente. Se infatti tutti questi aspettiora concorrono al voto finale, la loro esplicitazione aiuterebbe anche nel dialogo con le famiglie Elena Giglio
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