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UN MONDO DI... PLASTICA!  

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- L'opinione - Redazione - 17/03/2009 - 14:22


L'ISOLA DI PLASTICA

Avreste mai creduto che in un mondo come il nostro, in apparenza ordinato e pulito, ci fosse un continente di plastica???

Pacific Trash VortexNell’Oceano Pacifico è così. Esiste un’intera isola ricoperta di plastica chiamata. Tale isola è Pacific Trash Vortex.
Il Pacific Trash Vortex è un enorme accumulo di spazzatura principalmente plastica . La sua estensione non è nota con precisione: le stime variano da 700.000 km quadrati fino a più di 15 milioni di km².
L’isola ha una profondità di 30 m,ha un diametro di 2500 km (circa la metà dell'intera Europa) e un peso di 3,5 tonnellate.
Si è formata a partire dagli anni Cinquanta, a causa dell'azione della North Pacific Subtropical Gyre, una corrente oceanica dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro.
Questa "nuvola" di spazzatura ha assunto l'informale definizione di Isola orientale di Immondizia o Vortice di Pattumiera del Pacifico. Il motivo di tanta incuria è l'uomo incivile, che si libera con troppa facilità degli involucri gettandoli nell'ambiente, nelle acque.

Pacific Trash Vortex


Interessante però sapere che l'uomo può evitare ciò con una saggia raccolta differenziata. Dovete sapere che la plastica, se raccolta in modo idoneo, può essere riciclata. Vediamo come:


FACCIAMO UN USO INTELLIGENTE DELLA PLASTICA

Oggi parliamo degli imballaggi di plastica, cioè: di bottiglie, flaconi, contenitori, vaschette, film o pellicole, confezioni e sacchetti.
Vengono chiamati così perché conservano ciò che contengono, fanno rimanere inalterate le condizioni del prodotto e possono esserci scritte le indicazioni sui contenuti le scadenze e il metodo di conservazione.
Ogni anno si consumano 2.200.000 tonnellate di imballaggi di plastica.
Se messe assieme formerebbero 20 piramidi di Cheope.
La plastica è vantaggiosa perché: porta progresso, dà del lavoro, facilita il trasporto merci e conserva i prodotti; però chi non è consapevole può fare un uso non giusto della plastica abbandonandola quindi inquinare l’ ambiente.
Visto che è un grande spreco produrre ogni anno così tanta plastica si ricicla per riutilizzarla.
Ci sono due metodi per riciclare la plastica:
· Riciclaggio meccanico che consiste nella triturazione,nel lavaggio e infine nella fusione
· Con il termovalorizzatore c’è un incenerimento,poi lavaggio e fusione
· Riciclaggio meccanico con la polimerizzazione.

Conviene riciclare la plastica per i seguenti motivi:
· Con il riciclaggio meccanico si risparmia il 50% di petrolio,
· Invece con il termovalorizzatore si risparmia il 28% di petrolio;quindi c’è una riduzione dell’effetto serra.
· Con il riciclaggio meccanico c’è una riduzione da 5 a 7 volte della CO2 (anidride carbonica).
Con il riciclaggio dei PET si ottengono:
· Foglie
· Fibre
· Bottiglie; con 15 bottiglie si ottiene un maglia in pyle
Con il riciclaggio dell’ HDPE si ottengono:
· Contenitori
· Geomembrane
· Flaconi
· Cassette per frutta
Con il riciclaggio del LDPE si ottengono:
· Sacchetti per rifiuti
· Borse
· Buste
· Flaconi.
La plastica arrivata nei centri di riciclaggio in balle; viene selezionata poi riciclata nei veri metodi.


TOMMASO MORACA; MATTEO CARBONE





rifiuti   inquinamento   ecologia   plastica   Pacific Trash Vortex   


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Commenti

MAMONE76


Inviato il: 24/04/2009 - 22:26
Commenti: 1

CONCORDO CON QUANTO ESPOSTO E MI PERMETTO DI AGGIUNGERE CHE MOLTO SI POTREBBE FARE SE NEL SETTORE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE ALIMENTARE SI INCENTIVASSE L'USO DELLA PLASTICA BIODEGRADABILE

Anonimo

Inviato il: 05/11/2009 - 22:22
Ospite

Boh, io da google earth non riesco a vederla... sarà mica un'altra delle tante bufale ambientaliste?!?!?!?

Orso Yoghi

Inviato il: 01/02/2011 - 20:50
Ospite

L'isola non è visibile dal satellite poichè i rifiuti ormai galleggiano a circa 1,5 m sotto il livello dell'acqua.
Consulta pareri più autorevoli che te ne confermeranno l'esistenza.

elenam


Inviato il: 09/05/2010 - 16:22
Commenti: 1

Ritengo questo articolo molto utile per sensibilizzare su temi, attualmente di fondamentale importanza, quali il rispetto dell'ambiente e la raccolta differenziata. Inoltre permette di conoscere quanti nuovi prodotti si possono ottenere ricilando la plastica.

velvet1

Inviato il: 12/05/2010 - 13:00
Ospite

Allucinante... Questo è l'unico commento possibile! Concordo sull'importanza dell'uso di materiali biodegradabili e della raccolta differenziata. Aggiungo che molto interessante sarebbe la diffusione dell'acquisto di prodotti sfusi(detersivi, cereali, spezie etc..), riutilizzando i contenitori già in proprio possesso. In molti supermercati lo fanno già!

ilaria66


Inviato il: 14/05/2010 - 19:56
Commenti: 1

Vi suggerisco un modo per utilizzare le bottiglie di plastica come ho visto fare a Natale nella mia scuola per addobbare l'albero: tagliando la parte superiore sono stare realizzate col découpage delle lanternine che facevano molto "atmosfera", mentre con la parte inferiore hanno realizzato dei stelle di Natale modellate col calore di un accendino e colorate con colori per il vetro. Vi assicuro: un albero di grande effetto!

Paolo Manzelli

Inviato il: 24/07/2010 - 11:55
Ospite

l' evoluzione dei criteri di ricerca nelle scienze della vita nel quadro dello sviluppo della green economy


Il risultato del "paradigma meccanico" associato allo  sviluppo consumistico della societa industriale e' diovenuto un enorme cumulo di rifiuti e di inquinamento che mette in serio pericolo la biodiversita- della vita del nostro pianeta.


--- http://www.amadeux.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=10728
Un paradigma corrisponde ad un modello concettuale basato su delle credenze di riferimento cognitivo.
Un paradigma pertanto permette di leggere il mondo attraverso  vetri colorati e deformati e cio' non facilita una presa di coscienza del fatto poiche  nel quadro di tali credenze di base si percepisce una realta incompleta e ragionevolmente limitata


Questa è la realtà relativa che viviamo quotidianamente filtrando le nostre percezioni  attraverso un paradigma meccanico cioe  quel sistema di credenze considerate indiscutibili, che inducono ad accontentarci  delle conoscenze ritenute possibili entro quel determinato contesto paradigmatico.  Di conseguenza normalmente non vengono mai fatte  domande sulla necessita di un cambiamento di paradigma e percio’  non  diventiamo consapevoli delle necessita di  cambiamento , forse fino a quando  le credenze storicizzate non crollano improvvisamente come quando i vetri cognitivi in cui siamo ingabbiati, non si frantumano definitivamente per usura del tempo.


Il vecchio modello meccanico che e si e sviluppato in funzione dello sviluppo della societa’ industriale oggi  è insufficiente per rispondere alle domande che la nuova ricerca sulle scienze della vita pongono.

Putroppo dobbiamo constatate che neppure le chiare previsioni della termodinamica,  le quali sostennero che il disordine generato dalla Entropia  sarebbe aumentato in modo esponenziale ed  irreversibile a causa della estensione dei processi meccanici, non sono  servite a limitare il disastro economico e sociale ed ecologico che stiamo vivendo .

Di fatto, si può dire che molte delle problematiche sia dell'inquinamento che della diminuzione della biodiversita , e delle disparita economiche , ecc... sono peggiorate con gli sviluppi delle applicazioni il modello cognitivo  meccanico che per lungo tempo ha dominato il nostro modo di concepire il mondo. 


Quindi e' evidente che il nodo da sciogliere  consiste nel superamento definitivo del paradigma meccanico .

Prima fra tutte la arbitraria separazione tra il soggetto e l' oggetto della percezione la quale  ha comportato la assunzione di un inesistente osservatore privilegiato  che vede i fenomeni oggettivamente nel medesimo modo in ogni condizione ed in qualsiasi luogo.

Naturalmente non esistono reali osservatori capaci di rendere oggettiva uniforme e pertanto quantificabile la percezione umana ;  di conseguenza tale credenza paradigmatica oggigiorno diviene fuorviante ed inibisce la capacita di sviluppare alternative basate sulla condivisione di conoscenze che e la condizione fondamentale per lo sviluppo della moderne societa'  della conoscenza.

Un' altra inappropriata  credenza del paradigma meccanico consiste nel concepire convenzionalmente la linearita del tempo affidando la misura del divenire alla fittizia successione del tic-tac dell' orologio.


La societa' industriale ha fondato la sua economia su la concezione lineare del tempo mettendo in discussione la visione ciclica del divenire della precedente societa contadina, al fine di ottenere la accettazione dell' idea di progresso scientifico e tecnologico basato sulla competivita della impresa , che oggi con ogni evidenza e andata in crisi poiche al contrario di tale espettativa il modello meccanicista , ha prodotto una spirale di decrescita strutturale , economica sociale e culturale.

E' importante pertanto comprendere che il nuovo modello di sviluppo della Green Economy non puo’ essere unicamente basato sul cambiamento delle fonti energetiche, poiche’ e' prioritario  dare sviluppo ad una economia socialmente equa a livello globale.  Infatti le priorita dello sviluppo eco- sostenibile, che comprendono tali alternative piu' ecologiche della utilizzazione delle risorse fossili del  petrolio e del carbone, debbono in primo luogo contribuire a riposizionare il modello economico basato sulla ricchezza di pochi e la poverta’ di molti, questione quest’ultima che provoca un costante aumento di conflitti sociali che rendono  e renderanno insostenibile ogni prospettiva di sviluppo tecnologico e scientifico basata sul rinnovamento concettuale delle scienze della vita.

Il rin-verdimento collaborativo e condiviso del scienze del vivere e pertanto il fulcro della GREEN –ECONOMY , a cui si associa come fondamento culturale una nuova visione non piu limitata delle concezioni meccaniche delle scienze della vita.

La biologia necessita di una profonda revisione cognitiva in quanto si limita allo studio della riproducibilita e della la trascrizione della molecola dal DNA , come se il DNA fosse un oggetto e non un sistema di informazione funzionale ad un progetto che e’ quello della nascita e della evoluzione della vita. Inoltre sappiamo che tutte le reazioni biochimiche sono gestite da la catalisi enzimatica e cio significa che la vita al contrario delle reazioni spontanee sviluppa sistemi negentropici ( ordinati dallo scambio di informazione) anziche quelli entropici ad elevata dispersione di calore nell’ambiente.
http://www.descrittiva.it/calip/dna/TERMODINAMICACRITICA.PDF
Tradizionalmente la biologia tratta la informazione genetica in termini di un modello di relazioni di trasferimento tra la codificazione del DNA (definita dalle sequenze di basi) con le di sequenze degli amminoacidi essenziali necessari per la definizione delle sequenze proteiche. Agendo in tal modo la vita sembra costruirsi su un modello di una catena di montaggio per la produzione di proteine simile ad il lavoro di una tipografia per la composizione di una pagina di giornale.
Con un tale approccio di indole meccanica diviene difficile comprendere l’ effettivo contenuto programmatico delle informazione genetica. In estrema sintesi possiamo dire che la genetica contemporanea non sa ancora cosa sia un gene. Malgrado cio purtroppo oggi con creazione di "DNA artificiali" si crea per prove ed errori cio che di fatto non conosciamo, proprio in seguito alle limitazioni della scienza meccanica , pertanto dobbiamo ammettere che tali limiti cognitivi di fatto impediscono il controllo evolutivo di quelle forme di vita, non preesistenti in natura, che vengono realizzate dalle moderne bio-tecnologie su base sperimentale .vedi : http://annameldolesi.italianieuropei.it/2010/05/biologia-sintetica-ecco-cose.html#trackback

La ricerca della identificazione dei geni viene attuata sulla base di analisi comparative delle sequenze genetiche similari su base di numerose banche dati oggi piu complete dopo la sequenziazione dell' intero genoma umano.

La indagine per identificare una particolare sequenza genetica si ottiene come conseguenza di una serie di draft in cui le informazioni divengono man mano più precise e complete, accompagnate da una sempre maggiore quantita’ di annotazioni relative ai consimili elementi del genoma che posseggono una predefinita sequenza.

Tali indagini sono basate sulla concezione che sia la forma delle sequenze di codici quella piu probabile nella determinazione della funzionalita di un gene. Ma tale impostazione e’ nettamente insufficiente per attuare una attenta e profonda concezione dell’ effettivo ruolo che hanno le affinita chimiche tra le basi costituenti il DNA nella formazione dei legami a ponte di Idrogeno in modo da poter definire fisicamente in cosa consista la informazione genetica , e come essa venga trasmessa sulla base di segnali derivanti ad es. dalla piezoelettricità intrinseca alla doppia elica del DNA, che in tal modo assume un comportamento di antenna biologica.
http://dabpensiero.wordpress.com/2010/04/28/convegno-sulla-nutrigenomica-e-nutraceutica-terni/

Consiglio di leggere la seguente BIBLIO-ON LINE. Paolo

http://www.zanichelli.it/materiali/biologia/Labo/Labo_74_D.htm

http://www.bio.unipd.it/molbinfo/Corso_Bioinfo_2/lessons/gene_identification.html

http://www.ceebt.embo.org/projects/project18/material/project18it.pdf

http://www.progettodiabete.org/indice_net1000.html?news%2Fras_2010%2Fr2010_007.html

http://www.fertirrigazione.it/ita_1130/

Proprio al fine di andare oltre le limitate logiche meccaniche della scienza abbiamo avviato una indagine orientata a definire le proprieta fisiche della costruzione dei codici genetici per comprendere piu’ a fondo in cosa consista la formazione di un gene entro un sistema transdisciplinare e coerente di idee e di concezioni scientifiche.

Una prima ipotesi e che il DNA come un cristallo aperiodico si sia evoluto assieme agli RNA come un sistema auto-catalitico capace di riprodursi ed scambiare informazione nella cellula, mantenendo la proprieta’ di rimanere identico a se stesso, cosi come avviene anche nella piu semplice catalisi eterogenea dove il catalizzatore pur entrando nei processi di trasformazione di energia e materia rimane identico a se stesso poiche sostanzialmente coinvolto soltanto nell’interscambio di informazione.

Pertanto nel passaggio dalla chimica alla bio-chimica si ha una evoluzione nella capacita’ catalitica di coordinare geneticamente le reazioni metaboliche, regolando in particolare le informazioni necessarie allo svolgimento della espressione genetica nelle cellule che rendono possibile la vita in tutte le sue forme note sul nostro pianeta.

Questa ipotesi comporta la necessita di definire fisicamente in cosa consista l’interscambio di informazione visto in termini di contributo energetico al fine di mantenere il postulato principale della scienza dove si ammette che la energia non si crea ne si distrugge. Tale assunto ci puo condurre a capire in particolare da cosa derivi la informazione genetica.

Una semplice intuizione ci conduce a ridefinite il paradigma energetico come un sistema globale di differenti forme di energia essenzialmente trasformabili l’ una nell’ altra senza ottenere distruzione o costruzione di nuova energia. In particolare sappiamo anche solo per dare una semplice occhiata per osservare il mondo consumiamo pertanto la informazione per esistere utilizza energia, o meglio, ne è una particolare manifestazione. Pertanto possiamo ammettere che la informazione corrisponda direttamente o indirettamente ad una forma di energia (EI) distinta dalla energia Vibrazionale (EV)del campo elettromagnetico o della Energia condensata come Materia (EM) dove il numero di costituenti del sistema è grande e le reciproche interazioni sono forti tali da provocare una alta densita’ energetica.
Biofisica della evoluzione: http://www.edscuola.it/archivio/lre/biofisica.htm
Mondi Simultanei : http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte31.htm
Vista in relazione alla termodinamica la Energia di informazione (EI) si mette in evidenza proprio quanto la la entropia tende a zero e si attua il passaggio a strutture dissipative basate sulla crescita negentropica , ed inoltre la struttura di EI viene preferenzialmente a definirsi in tutti i casi di confinamento della energia totale , come ad es. quando il sistema tende allo zero termico assoluto.
Inoltre come l' energia gravitazionale che agisce tra corpi dotati di massa propria , la EI puo comportarsi come un campo delocalizzato che interagisce nello spazio essere assorbito dalle altre forme di energia, a differenza di quanto accade con dalla radiazione elettromagnetica.( ad es la luce visibile ) che puo essere in gran misura incorporata dalla materia (corpo nero) .

Tralasciando in questa sintesi le peculiari proprieta di EI e le condizioni di una sua evidenza strutturale reperibili in vari recenti miei articoli in www.wbanin.net, da tale impostazione triadica relativa alle tre forme principali della energia <EV,EM,EI> dove in sostanza tutto assume un particolare valore energetico, e importante sottolineare che, come risultato per i sistemi dove si svolge la evoluzione della vita, otteniamo il “Principio di Fertilità Evolutiva”, il cui significato e’ il seguente : all'aumentare della differenziazione (d) della informazione interattiva (+dEI), in diretta corrispondenza diminuisce, per unità di prodotto, la dispersione della materia (-dEM) e/o quella della energia libera (-dEV) :in formula ;< + dEI = -dEM –dEV>

Tale principio ricavato in modo del tutto generale e indicativo del fatto che nella evoluzione dei sistemi naturali cresce la capacita di elaborare informazione a costo di una diminuzione della utilizzazione delle altre forme di energia . Tale risultato ben si addice ai criteri fondamentali di sviluppo della GREEN ECONOMY , dove al contrario del sistema industriale basato sulla competitivita e l’ espansione dei consumi , emerge la necessita di rendere l’ sviluppo economia piu’ armonica con le logiche di evoluzione naturale dell’ ecosistemi assieme alla esigenza sociale di aumentare la crescita di informazione mediante una ampia condivisione di conoscenze innovative aperta alla partecipazione di tutti .

In conclusione con il “Principio di Fertilita Evolutiva” sta nascendo un nuovo paradigma delle scienze della vita con il quale si inizia ad attuare un netto superamento delle logiche meccaniche basate sull’ analisi del moto , per le quali e stato sufficiente lo studio delle interazioni tra energia e materia , accettando solo ad Hoc che esistesse una strana composizione molecolare unica e straordinaria detentrice di una peculiare informazione genetica .

In questo anno 2010 dedicato internazionalmente alla Biodiversita' abbiamo dedicato con il Gruppo NUTRA-SCIENZA , due convegni e vai interventi sulla  salvaguardia della natura e della biodiversità nei quali abbiamo messo in evidenza come la bio-diversita dimostri che . leggi del mondo animale e naturale, non dominata dalla lotta per la vita e dalla competizione ma da un sistema di speciazione( creazione di nuove specie ) che al contrario e basato sul sistema di Biocenosi che e ' essenzialmente co-operativo come lo e' ad es il sistema di impollinazione che da vita a tutto l' ambiente.

La concezione di cooperazione naturale basata sulla biocenosi e stata volutamente occultata e viceversa e stata valorizzata ed anche la manipolata ad hoc la teoria della evoluzione di Darwin, proposta nel L'origine dell'uomo del 1871, allo scopo di favorire e sostenere , durante tutta la epoca industriale le concezioni di competitivita' che sono state poste alla base dello sviluppo selettivo che ha avuto origine in seguito alla applicazione industriale delle limitate conoscenze sulla vita come sono state quelle di indole meccanica.
http://www.edscuola.it/archivio/lre/biodiversita_alimentazione.pdf
http://www.psicolab.net/public/pdfart/8089.pdf ;
http://www.edscuola.it/archivio/lre/biodiversita.pdf


Il cambio di prospettiva che oggi pone la problematica piu cosciente di sviluppare conoscenze che possano andare oltre le limitate concezioni affermatesi come Darwiniane cosi da essere una premessa asd uno sviluppo sano e naturale, producendo notevoli conseguenze che conducano a beve scadenza verso la crescita del valore sociale ed economico dei beni immateriali, quale frutto contemporaneo di uno sviluppo creativo delle conoscenze. Tale strategia di ricerca e sviluppo genera piu elevate opportunita’ di attuare un atteggiamento cosciente della scienza accademica ancora assurdamente conservatrice delle obsolete concezioni meccaniche al fine di ricondurre l’ uomo ad una maggior identificazione partecipata con l’ evoluzione della natura e la sua bio-diversita’ evitando in tal modo quella scissione tra natura e cultura che la scienza meccanica ha determinato nei secoli in cui e stata dominante il sistema di produzione della societa industriale.
paolo manzelli pmanzelli.lre©gmail.com


azzurro421

Inviato il: 25/08/2010 - 11:31
Ospite

Abbiamo tutti percepito la partecipazione generale alla catastrofe BP nel golfo del Messico e gli appelli verso chi potesse indicare una soluzione tecnico-scientifica per fermare l'irreparabile danno ambientale creato dal petrolio fuoriuscito dalla sede delle trivellazioni della piattaforma ..... ma di questo se ne deve "solo"prendere atto senza reazione alcuna? La plastica è un prodotto petrolifero con una lunghissima vita propria se non lo si ricicla..... raccoglierlo con una azione internazionale per la salute del nostro pianeta Terra sarebbe poco redditizio?Non se ne potrebbe parlare a qualche summit sullo stato del globo? Diciamo un'eresia se pensiamo che sotto una superficie così grande la fauna marina stia soffrendo in modo irreparabile? O dobbiamo credere che soffrono soltanto i poveri pennuti oggetto di servizi fotografici incapaci di volare e respirare a causa del petrolio che li ha investiti????

Siria


Inviato il: 02/10/2010 - 14:48
Commenti: 8

alla camminata ecologica di aprile alcune mamme hanno realizzato molti soprammobili fatti di bottiglie riciclate, pensate , hanno fatto persino una tenda di bottiglie !!!!!!!!!!
sono anche d accordo con chi dice che tutto questo puo essere una bufalata! XD
siria

pag.paola


Inviato il: 20/05/2011 - 05:47
Commenti: 1

Meglio ancora sarebbe se la grande distribuzione adottasse sistemi meno "plastificati" per imballare. Circa il 90% della plastica prodotta viene immessa nell'immondizia. A che scopo produrla? Possiamo trovare dei sistemi alternativi di imballo?




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