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Un caso misterioso per il detective Miranda - seconda puntata  

Racconto giallo in 4 puntate di Beatrice Lombardi
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- Racconti - Redazione - 18/11/2012 - 23:21


Un caso misterioso per il detective MirandaVengo svegliata alle nove dallo squillare del telefono.
-Miranda, vieni subito al caffè Pietrablu. Che la risoluzione del caso abbia inizio!-
Sono per strada e sto correndo. Ho fretta di sapere, scoprire, vedo avere le informazioni subito.
-Ehi, calmati" mi dice Matteo "Non c'è bisogno di correre-.
-Inizia a parlare , su...-
-Bene. I risultati sono arrivati e sì..le ipotesi erano corrette. La ragazza ha 16 anni, si chiama Savannah, il ragazzo con cui sarebbe incontrata è un certo Riccardo Pasquali, residente a 1270 chilometri da qui. Distanza notevole vero?-
-Quasi sospetta, continua-.
-Il corpo presenta abrasioni a polsi e caviglie causate da una corda con la quale, probabilmente è stata legata, inoltre presenta quattro colpi di arma da fuoco. Non deve essere morta subito, forse è addirittura annegata-.
L'immagine della ragazza che stava prendendo forma nella mia mente era decisamente macabra.
-La sua famiglia dovrà essere interrogata tra mezz'ora e qui entri in gioco tu. Sono sotto choc, resteranno a casa loro, così tu avrai la possibilità di controllare tutto ciò che vuoi-
-Ottimo- Quelle informazioni erano utili ed inutili allo stesso tempo , ma almeno erano concrete. Immaginai la sera del delitto: Savannah riceve l'invito dal suo ragazzo, si reca nel luogo dell'appuntamento e le alternative sono infinite. Il suo ragazzo potrebbe averla uccisa colto da una furia o perchè la coppia è in crisi o perchè il ragazzo non è il tipo che credeva. Magari invece lui è innocente e la vittima è stata attaccata da un pazzo o scambiata per un'altra persona. Troppi misteri, penso…
-Tutto qui?-
-Tutto qui. Ora vai e torna vincente - Mi porge un foglietto con l'indirizzo e vado a chiamare un taxi.
Una decina di minuti e mi trovo a bussare alla porta di casa Ruglio.
- Chi è? Cosa vuole?- domanda sgarbatamente un omone massiccio dal volto marcato e gli occhi iniettati di sangue. Puzza di alcool e borbotta qualcosa in un dialetto meridionale.
-Mi chiamo Miranda Rossi, sono la det... -
-Non compriamo niente- e mi sbatte la porta in faccia. Deve esser ubriaco, beve per soffocare il dolore? O forse è sempre in queste condizioni? Ci sono troppe tessere da mettere insieme.
Busso un'altra volta, udendo un'imprecazione dall'interno. Non me ne posso andare, anche se lo vorrei, e mi obbligo ad aspettare. Questa volta mi apre una donna in lacrime, che cerca di soffocare i singhiozzi mangiando caramelle al miele.
- Sono la detective incaricata al caso di sua figlia, mi è stato detto di interrogarvi e di cercare indizi. Spero siate collaborativi, nonostante lo shock, che comprendo.-
La donna si limita a farmi un cenno ed entro nella sala in punta di piedi. Mi guardo intorno, i muri devono essere stati imbiancati da poco e sono di un colore verde brillante. Il pavimento di legno è invece sporco, come il polveroso tappeto posto al centro della stanza. Alle pareti sono appesi quadri raffiguranti ginnaste ed acrobati. Poi una foto di famiglia. L'uomo ubriaco era un giovane uomo posato, la donna piangente una fresca signora.
Sui loro visi la felicità ed in mezzo a loro una bambina dai lunghi capelli, gli occhi furbi ed un sorriso sdentato. In basso la data, 20/12/2002. Savannah a 6 anni, penso. Salgo le scale ed entro nella sua stanza. Non ha poster sulla parete , solo due peluches decorativi in fondo al letto e nulla di tecnologico.
Non avrei mai detto che potesse essere la stanza di un'adolescente. Torno dai suoi genitori.
- Savannah non ha un computer?-
- Certo che ce l'ha, come per il cellulare. Li abbiamo mandati alla Postale perchè li potesse controllare, erano entrambi protetti da varie password - risponde sua madre. E così.. Savannah voleva avere dei segreti.
- Comunque parlatemi di Savannah, ad esempio di come andava a scuola, che rapporti aveva con voi, se negli ultimi tempi si comportava in modo strano, tutto ciò che volete e soprattutto avete notato in questo periodo.- La madre singhiozza qualche istante poi prende coraggio.
- Beh Savannah non è mai stata una studentessa modello, ma a scuola era molto socievole e credo non avesse problemi lì. Non saprei , Savannah non è mai stata particolarmente legata a noi, è cresciuta troppo in fretta e stava già programmando di andare a convivere con il suo ragazzo. Mi chiedo come abbia fatto ad amarlo per tutto questo tempo, lui è sempre stato lontano, lo sentiva solo tramite chat.-
-Crede che sua figlia parlasse davvero con lui?-
-Non la seguo signorina-
Mi era balenata in testa un'idea che non sapevo definire se stupida o prendere in considerazione.
La liquidai con un -Nulla, pensavo ad alta voce-
-La sera della scomparsa che cosa vi ha detto? Vi ha detto dove sarebbe andata e con chi?-
- Non molto, è rimasta molto vaga. Ha detto che sarebbe andata a mangiare fuori con lui e che sarebbe stata via un po'. Vedendola non tornare ho pensato ad una fuga e non potevo contattarla - un singhiozzo e la donna scoppia in lacrime.
-Non avrei mai pensato che finisse così...io... dove ho sbagliato...!?? - Ormai sta piangendo a dirotto dalla disperazione.
- Se ne vada- mi intima il marito, strattonandomi verso la porta.
Finchè non potrò controllare il computer, non riuscirò a capire bene ed un errore può portarti da tutt'altra parte.

- Fine Seconda puntata -

Beatrice Lombardi - classe 3B
Agosto 2012



Continua...










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